E’ stata bella ed emozionante la cerimonia con la quale il giorno 6 giugno 2012 la nuova caserma della Guardia di Finanza di Castelvetrano è stata inaugurata ed intitolata al giovane eroe trapanese Salvatore Bonanno, morto nel 1942 al termine di un’eroica impresa. Per il suo sacrificio il Bonanno era stato decorato con medaglia d‘argento alla memoria.
La cerimonia solenne, che ha avuto come madrina la signora Margherita Grimaudo, nipote dell’eroe, si è svolta alla presenza del comandante della Guardia di Finanza della Sicilia, gen. Fabrizio Cuneo, di altre autorità civili e militari e del vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero. Ha assistito pure un folto gruppo di cittadini. Erano presenti anche altri nipoti del Bonanno: Giovanni e Salvatore Incalcaterra, Giovanni Grimaudo.

L’edificio nel quale ha sede la nuova caserma della Guardia di Finanza sorge, in un elegante quartiere di recente formazione, su un’area espropriata alla criminalità organizzata. Tale struttura, oltre ad essere funzionale ed interessante dal punto di vista architettonico, possiede apparecchiature di ultima generazione, che saranno validissimi strumenti affinché la Guardia di Finanza di Castelvetrano svolga nel modo più efficace la sua attività.
Questa nuova caserma è stata intitolata al vicebrigadiere delle Fiamme Gialle Salvatore Bonanno quale tributo di riconoscenza per il coraggio e il senso del dovere di cui ha dato prova durante la Seconda guerra mondiale. Il Bonanno, infatti, nel 1942 prestava servizio ad Orebic, località della Croazia, e mentre era in perlustrazione insieme ai suoi uomini ebbe uno scontro corpo a corpo con un gruppo di ribelli. Pur essendo rimasto ferito, trovò la forza d’inseguire gli assalitori, che si erano dati alla fuga. Poco dopo fu attaccato da altri ribelli che gli spararono addosso ferendolo in modo più grave.
Anche questa volta il Bonanno mise in fuga gli avversari, ma le gravi ferite riportate furono causa della sua morte. Le sue ultime parole rivelano un altissimo senso del dovere ed una non comune dignità: egli, infatti, pur nell’imminenza della morte, si preoccupava per la sorte dei suoi uomini e dichiarava che era lieto di aver fatto fino all’ultimo il proprio dovere. Il vicebrigadiere Salvatore Bonanno aveva soltanto venticinque anni.
Egli già precedentemente aveva compiuto in Croazia un atto d’eroismo per il quale aveva ricevuto l’encomio solenne: avuta notizia di una nave italiana attaccata da un sommergibile nemico, era accorso immediatamente e, mentre i nemici continuavano a sparare, senza curarsi del pericolo si era prodigato per prestare soccorso ai feriti.
Oggi il Bonanno riposa nel cimitero di Trapani, la sua città natale, che per riconoscenza gli ha dedicato una via.













