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Agli amici e simpatizzanti di TRUPPE CORAZZATE

Copertina Numero 0di Gaetano Schiliro’

Dopo lunga gestazione, vedrà presto la luce la neonata rivista telematica “TRUPPE CORAZZATE” di informazione tecnica, operativa, storica e di attualità militare in genere, dedicata a tutti coloro che si sono onorati di portare le gloriose mostrine e fiamme degli Artiglieri corazzati, dei piumati Bersaglieri, dei rosso-blu Carristi e degli indomiti Cavalieri italiani.

Di cosa parleremo su questa rivista? Di un po’ di tutto che in qualche modo riguardi queste quattro magnifiche Specialità Corazzate e che, pur rivolgendosi al loro glorioso passato, ci possa aggiornare sui nuovi armamenti, sulle varie tecniche di combattimento e sulle attività militari che si svolgono nelle varie aree del mondo, senza peraltro rinunciare a ficcare saltuariamente il naso nei segreti laboratori che stanno studiando e mettendo a punto nuove armi micidiali che potrebbero essere impiegati dai “corazzati” di domani. Ci riusciremo? Forse si, e forse no! Ma, comunque vada, converrete tutti che “ne valeva la pena provare ed osare” !  E, se così non fosse, che “Corazzati” saremmo se non osassimo rischiare più degli altri?

Amici Corazzati e simpatizzanti, andate dunque sul sito Web: www.euravia.it e ne scoprirete delle belle leggendo gratuitamente il Numero Zero di “TRUPPE CORAZZATE”. Poi, se vi sarà piaciuto, potrete sottoscrivere e prenotare i numeri successivi che seguiranno pressocchè mensilmente. Quindi Amici, seguiteci ed incoraggiateci in questa impresa, ne abbiamo bisogno.

Buona lettura a tutti gli appassionati ! 

Festival Florio 2014

Festival Florio 2014

Il FESTIVALFLORIO  2014, giunto alla terza edizione, si svolgerà presso le Isole Egadi dal 22 Giugno al 6 Luglio 2014 con 10 spettacoli di vario tipo con artisti di caratura internazionale.

Il filo conduttore di gran parte della manifestazione sarà quest’anno Il Mare, quello solcato dai profughi del Sud del Mondo che sbarcano a Favignana e quello che affascina con i fondali meravigliosi della Sicilia, quello che ha visto navigare popolazioni di culture diverse e quello delle grandi guerre puniche.

Il programma è molto variegato: Musica Classica, Musica Jazz, spettacoli di Prosa e Musica in collaborazione con grandi artisti di fama internazionale.
Fiore all’occhiello della manifestazione sarà il Grande Concerto di Gino Paoli e Danilo Rea con “Napoli con amore”, ultima fatica discografica del grande cantautore italiano che rilegge in chiave jazz i grandi capolavori della musica napoletana.
Ma di grande interesse saranno anche lo spettacolo in esclusiva a cura di  Fabrizio Falco e Danilo Nigrelli, tutto incentrato sulla figura di Pirandello; Pierino ed il Lupo di S. Prokofiev a cura dell’Ensemble Sequenza e Amanda Sandrelli; lo spettacolo omaggio a Tonino Guerra «La Rosa Bianca, note che parlano parole che suonano» di e con Chiara Caselli e Rita Marcotulli. Altro grande evento: “Mediterranean tales”, concerto in esclusiva di Enrico Pieranunzi, fiore all’occhiello della manifestazione

E poi Concerti di Musica Classica con giovani artisti internazionali, incontri d’autore e degustazioni enograstronomiche, reading a cura dell’Area Marina Protetta presso le originali Cave Bianche di Favignana: tutti a rendere FestivalFlorio appuntamento ancora più imperdibile dell’estate egadina.

Sarà compito della Musica, classica e jazz, eviscerare il tema del Mare, con composizioni scelte ad hoc intervallate da letture d’autore.
Alcuni spettacoli saranno estesi anche a Marettimo ed a Levanzo.

FESTIVALFLORIO conferma ancora una volta la propria caratura e l’obiettivo di divenire in breve tempo una manifestazione dal respiro internazionale, di sempre più ampia durata e di richiamo per il turista “culturale”, attento alla natura, all’enograstronomia, al relax ed alla Cultura.

FestivalFlorio ha ora bisogno di voi!
Cliccando sul link
e acquistando anche una sola quota, chi ama Favignana, le Egadi, la Cultura e lo sviluppo della Sicilia attraverso l’Arte, potete dare una mano al sostentamento del Festival.
Chi ha la Sicilia nel cuore, non farà mancare il proprio indispensabile apporto.

Benvenuto tra gli ultimi

dall’invasione alla “vergogna”

di Calogero Maria Sparma e Maria Veronica Policardi

Foto di Mauro Buccarello

E-mail: segreteria@lisolabella.it
Editore: Giancarlo Troiani Editore
Prezzo: Euro 16,00
Luogo di pubblicazione: Lampedusa
Anno di pubblicazione: 2013
Genere letterario: Saggio

 

BENVENUTO TRA GLI ULTIMI - dall’invasione alla “vergogna”

RECENSIONE

L’inaspettata visita di papa Francesco a Lampedusa l’isola dove s’incontrano gli ultimi, vista con gli occhi dei lampedusani.

Gli autori, iniziano a collegare le maglie della catena partendo “dall’invasione” di migranti spinti dalla “primavera araba” del 2011, fino ad arrivare all’ 08 luglio 2013 giorno in cui il Santo Padre arriva sull’isola per pregare insieme a migranti, isolani e per quanti non sono riusciti a concludere il loro viaggio della speranza.

Purtroppo quella catena non avrà mai una fine, tanto che il 3 ottobre 2013 viene aggiunta un’altra maglia la più triste che la compone, a poche centinaia di metri dalla costa isolana un barcone carico di migranti naufraga e in quel tratto di mare rimarranno per sempre sepolte 366 persone. Episodio che Papa Bergoglio bolla con la parola “vergogna”.

Il libro è stato presentato e pubblicato il 01 dicembre 2013.
Alla presentazione, che si è svolta presso la sala convegni dell’aeroporto di Lampedusa, sono intervenuti: l’Assessore Franca Parizzi, il parroco di Lampedusa don Mimmo Zambito, la docente di lettere Anna Sardone, nonché gli autori e l’editore.

E` possibile acquistare il libro on-line ai seguenti indirizzi:
Facebook
Subito.it
eBay

Una mostra in memoria del pittore Catania

E’ degna di lode l’iniziativa della Lucadesign, che ha organizzato, nei suoi locali di Corso Umberto a Mazara del Vallo, una mostra di opere del pittore mazarese Salvino Catania, recentemente morto nel rogo della sua fatiscente casa.

Salvino Catania era artista geniale e prolifico; gli si attribuiscono alcune migliaia di quadri. La sua arte spaziava dal figurativo all’astrattismo, ispirata dalle maggiori correnti pittoriche del nostro tempo con risultati generalmente validi.

Aveva studiato al Liceo artistico di Palermo e poi nelle Accademie di Firenze e Roma acquisendo una profonda cultura nel campo delle arti figurative. Aveva anche cominciato ad insegnare, ma dovette rinunciarvi per sopraggiunti disturbi psichici.

Poverissimo, da un quarto di secolo conduceva vita errabonda cercando di collocare, presso locali pubblici o privati cittadini, le sue opere per sbarcare il lunario.

Lo s’incontrava spesso per le vie di Mazara; egli stesso sosteneva che era nato per vivere fuori, nella strada. Aveva addosso il giaccone, la sciarpa, il berretto di lana, di solito rosso, e in mano, immancabilmente, una tela, la più recente, ancora fresca di pittura.

La mostra di alcune sue opere, nata con il contributo di amici e conoscenti, che lo hanno apprezzato in vita e poi hanno sofferto per la sua tragica fine, si potrà visitare fino al 31 dicembre p.v. -

Salvino Catania, Testa di cavallo

La Sicilia e gli alleati

Di Manoela Patti

E-mail: a.scungio@donzelli.it
Editore: Donzelli
Prezzo: Euro 19,00
Luogo di pubblicazione: Roma
Anno di pubblicazione: 2013

 

La Sicilia e gli alleati

RECENSIONE

«Il periodo dell’occupazione alleata, intenso e unico, si è fissato nella memoria come cesura tra il mondo vecchio e il mondo nuovo. Ma influì solo fino a un certo punto sul modo in cui fu rifondato lo Stato nazionale. La democrazia fu una conquista anche italiana. Pur attraverso un percorso tortuoso, lento, contraddittorio, la politica siciliana riuscì a imboccare quella stessa strada intrapresa dalla classe dirigente italiana, e a costruire un futuro democratico e repubblicano».

Il 10 luglio 1943 le armate americane e britanniche sbarcarono in Sicilia. «Chi vide approdare la grande armata – osserva Salvatore Lupo – ebbe l’impressione visiva, spaventosa e affascinante, di una forza irresistibile. Lo sbarco segnò la svolta nella guerra e quindi nella storia mondiale. Da qui le infinite rievocazioni dell’evento nei media, e le annesse mitologie: la Sicilia del’43 rappresenta tutt’oggi un luogo di straordinaria portata simbolica». Ed è proprio in virtù di questo mito che la memoria è intervenuta semplificando, appiattendo, cancellando le contraddizioni insite nello straordinario evento. I primi a essere cancellati sono i britannici: la memoria colloca quasi soli al centro della scena gli americani, sapendoli destinati a governare il mondo nuovo, nel bene e nel male. Le contraddizioni sono molteplici, ed è su di esse che il lavoro di Manoela Patti, sulla base di una ricca e dettagliata documentazione, intende far luce. La Sicilia fu il primo lembo d’Europa occupato dagli alleati, e come tale rappresentò un «laboratorio» in cui sperimentare un modello amministrativo da utilizzare poi su tutto il territorio italiano, ma condizionato ab origine da una sottile ambiguità: i soldati che sbarcavano in Italia erano nemici o liberatori? La stampa alleata paragonò le armate di Patton e Montgomery ai Mille di Garibaldi, ma l’impatto con la popolazione riportò presto il conflitto alla tragica dimensione dello scontro totale, in cui i civili sono coinvolti come e più degli eserciti. Il precoce dopoguerra dell’isola mise presto in luce l’ambiguità della good war combattuta per la democrazia. Invasori nel nome della libertà, gli alleati furono travolti dallo scarto fra la retorica dell’interventismo democratico e la realtà dell’occupazione. E in breve emerse l’assenza di una vera e propria politica di occupazione, demandata alle forze militari sul campo. Un ruolo significativo fu giocato poi da modelli e stereotipi di tipo culturale e razziale, sui quali pesò anche l’esperienza dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti. In Sicilia, per la prima volta, queste idee si confrontarono con la realtà di una società complessa, affatto arretrata, e capace di opporre i propri modelli culturali, sociali e politici. Allo stesso tempo, l’emergenza bellica pose gli alleati davanti a un’altra fondamentale questione: la capacità di sostenere l’occupazione garantendo condizioni di vita accettabili alle popolazioni locali. La potente macchina da guerra alleata perse però queste sfide: la politica siciliana si riorganizzò da sé, anche grazie all’appoggio della pedagogia democratica alleata, e tra il 1943 e il 1945 l’isola fu attraversata da una fortissima conflittualità sociale scatenata dalle terribili condizioni di vita. Nonostante ciò, il mito dei liberatori andò consolidandosi proprio a partire da quel drammatico dopoguerra.

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